Pesca a mosca

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Ultima modifica il Mercoledì, 30 Aprile 2014 Pubblicato Sabato, 28 Dicembre 2013 Scritto da Redazione

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GRANDE NOVITA':

La FIPSAS di Roma ha inaugurato un nuovo tratto sperimentale affidato dalla Provincia di Roma per la pratica della pesca sportiva, mosca, spinning ed esche naturali, attuando il cath and release. Tutte le informazioni dettagliate le trovate sul nostro sito www.nokillaniene.it. 

 

GLI SCOPI E LA DISCIPLINA:

Alla luce di quanto la Pesca Sportiva e la didattica applicata alle discipline Federali siano maturate ed evolute nel corso degli ultimi anni, e di quanto ragguardevole sia l’osservazione dell’istituzione di assetti didattici innovativi, risulta obbligatorio e fondamentale riconoscere quanto il settore della PESCA A MOSCA si sia contemporaneamente incrementata.

Ed è per questo che La F.I.P.S.A.S anche tramite la proprie Scuole Nazionali di Pesca, con la collaborazione del Club Italiano Pescatori a Mosca  e con la collaborazione degli affiliati addetti alla gestione delle ZONE A REGOLAMENTO SPECIALE (www.nokillaniene.it) , fornisce una conoscenza completa degli elementi fondamentali che costituiscono il patrimonio indispensabile per potersi avvicinare ad un gioco, quello del tempo libero, rispettoso dell’ambiente, elegante e dolce nell’esecuzione, completo per l’approccio interdisciplinare che richiede: la Tecnica della PESCA CON LA CODA DI TOPO E LA MOSCA ARTIFICIALE. Una volta poi conosciuti gli attrezzi, le tecniche di lancio, pesci e gli insetti, occorre andare sul fiume e farsi, da soli o con l’aiuto di qualcuno che già sà, la propria esperienza.

Si dice che le conoscenze si possono trasmettere, l’esperienza no, bisogna farsela: ed è vero. Il saper pescare non è la sommatoria delle cose apprese nei vari capitoli di un manuale, ma il metterle in pratica nelle situazioni concrete. la pratica è insostituibile e, anche in questo settore sarà “maestra” di vita. Tuttavia la corretta acquisizione di una discreta parte teorica  servirà ad evitare errori grossolani, perdite di tempo, frustrazioni che non nascono dall’imprevedibilità della natura, ma da noi stessi.

STORIA, ETICA, TECNICA   La pesca a mosca ha radici molto lontane ed è presumibile che, essendo stata esercitata per molti secoli con canne di bambù e lenze in seta, ne abbiano saputo qualcosa.   E’ sicuro che, in Occidente, i primi documenti scritti risalgono alla Grecia antica quando Paolo Emiliano un filosofo della scuola sofistica del terzo secolo avanti Cristo, nella sua opera “La Natura degli animali” nel XV libro, narra di aver osservato  sul fiume Astreus in Macedonia alcuni pescatori che “legano della lana rossa intorno ad un uncino e fissano allo stesso due penne color cera lacca prese da sotto i barbigli del gallo.

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La canna e la lenza hanno ambedue la stessa lunghezza di circa due metri. Il pescatore lancia l’esca ed il pesce, attratto dal colore e dal suo moto, si avvicina ed abbocca: amaro fu il suo destino, agevole la cattura”.

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